UNA MANO D'ITALIANO

 

"...siate affamati. Siate folli."

Steve Jobs 1955-2011  

"Andare bene d'ITALIANO

fin dalle ELEMENTARI,

è un'assicurazione

per un futuro senza problemi a scuola..."


 

Andare bene d'ITALIANO, è un cruccio di molti studenti.

Purtroppo però, spesso e volentieri il maggiore impegno, non si riflette in altrettanti risultati. 

Perché se in scienze, storia, geografia, basta studiare di più, in ITALIANO, subentrano dei "meccanismi mentali" ben più complessi che poco hanno a che fare con la sola buona volontà.  

Capita a tal proposito di sentir pronunciare la fatidica frase:

 

"...d'ITALIANO non è portato..."  

 

Questo suggerisce che c'è qualcosa d'altro, qualche cosa che va oltre l'attenzione in classe o i compiti ben fatti a casa. 

 

Ma in fin dei conti, che vuol dire, "non essere portati"?

Secondo me, una sentenza del genere, oltre a significare poco, ha la peculiarità di servire ancor meno.

Perché racchiude in sé, la sottintesa impossibilità di rimediare.

 

"... (che ci vuole fare)... d'ITALIANO non è portato..."

 

E' per questo allora, che invece di incompatibilità, sarebbe più proficuo parlare di  RIFIUTO MENTALE verso l'ITALIANO.

Perché qui ci si può lavorare ed è questo che a me più interessa: porre rimedio... 

 

Da cosa nasce dunque, questo benedetto RIFIUTO MENTALE? 

 

A grandi linee, possiamo dire che scaturisce da 3 situazioni abbastanza diffuse: 

1) Qualcuno in famiglia ha mandato dei segnali negativi.

Come può fare un genitore con il proprio figlio, raccontandogli le proprie passate disastrose esperienze in materia.

2) Qualcuno a scuola non ha saputo coinvolgere.

Come può fare un insegnante alle prese con 25 bambini diversi, ognuno con i suoi problemi...

3) Le esperienze iniziali sono state deludenti.

Come può capitare quando i primi voti, sono brutti voti e l'autostima allora, non ci mette nulla a crollare fin sotto le ginocchia.

 

A questo punto, che fare?

L'ITALIANO è una materia complessa, composta da tanti "fattori", ognuno complementare all'altro.

Serve dunque migliorare in ciascuno di essi, in modo che alla fine ne benefici, il tutto.

Più facile a dire che a farsi, dirai...

 

Sai allora qual è il vero probema? 

 

Il vero problema, sta nel fatto che con il comune sistema di apprendimento (ripetere, ripetere e ancora ripetere), le doti creative che un bimbo possiede in gran quantità, non vengono minimamente sfruttate.

E' indispensabile quindi cambiare metodo (come dico fino allo sfinimento in BIMBI BRAVI A SCUOLA;-). 

 

Cosa ho fatto allora qui, con UNA MANO D'ITALIANO

 

In pratica, ho preso 4 fattori simbolo della materia ITALIANO:

-REALIZZAZIONE DEI TEMI

-ANALISI GRAMMATICALE 

-CONIUGAZIONE DEI VERBI

-MEMORIZZAZIONE DELLE POESIE

e ho indicato la via da intraprendere, in modo che un bimbo risolva eventuali suoi problemi, con il semplice uso di un'arma che in natura possiede più di tutti...

 

l'IMMAGINAZIONE.

 

Ribatterai: 

"Sì ma... l'ITALIANO non è solo TEMI, ANALISI GRAMMATICALE, CONIUGAZIONI e POESIE..."

 

Certo, ma partendo da questi 4 fattori e capendo la vera sostanza dell'APPRENDIMENTO CREATIVO, si può facilmente allargare il discorso a tutto il resto... 

 

Alla stessa maniera un detto cinese recita:

 

"Se vuoi aiutare un uomo, non gli regalare un pesce, insegnagli a pescare." 

Non ne convieni? 

 

Per finire, di seguito, le prefazioni agli e-book che compongono il pacchetto. 


UNA MANO CON I TEMI

- 

 

Scrivere un tema, sostanzialmente, è l'unione inseparabile di due fattori:

CREATIVITÀ+ORDINE

Se si ha una sfrenata creatività, senza possedere ordine, si avranno temi senza alcun senso, privi di collegamenti, logica e continuità.

CREATIVITA' 

 

 Viceversa, avendo ordine senza creatività, si avranno temi scialbi e in definitiva, tutti uguali.

 

1 2 3 4

 

In pratica allora, comporre un tema significa:

mettere in ordine la creatività.

 

 

CREATIVITA'+ORDINE

 

Diciamo subito, che all'età di 9 anni, realizzare un tema, non è per nulla semplice.

Fino a qui, la scuola ti "ha dato da mangiare" tutta roba in scatola.

Leggere, scrivere, le prime nozioni di grammatica, di storia, di scienze, per non parlare poi di matematica, sono tutte competenze da apprendere senza ragionarci troppo sopra.

Per intenderci, se l'insegnante ti dice 1+1 = 2, bisogna capirne il procedimento, non esprimere un parere a riguardo.

Se l'insegnante ti dice che IL è un articolo determinativo, maschile e singolare, l'unica cosa che puoi fare, è dire sì con la testolina...

Con il tema invece, i fatti stanno su un piano ben diverso, perché, per forza di cose, qui bisogna imparare a dire la propria.

Occorre cioè, entrare in quella sfera del sapere, in cui si ha la consapevolezza del proprio punto di vista.

E questo, fammelo dire, è un vero e proprio salto di qualità.

Volendo tornare alla similitudine dei cibi in scatola, con un tema, bisogna imparare a cucinare da soli.

E come ben saprai, cuochi non si nasce...

ci si diventa.

Continuando su questa linea culinaria, diciamo allora, che non esistono infinite ricette per realizzare un buon tema.

Gira e rigira, l'acqua che bolle in pentola è sempre la stessa.

A riguardo però, c'è da dire una cosa.

Tutti i metodi che ho fin qui testato, non insistono abbastanza sui due ingredienti citati sopra: creatività e ordine.

E se lo fanno, usano comunque strategie, che un alunno di quarta elementare poco digerisce.

Per capirci meglio, non si possono fare elenchi infiniti di suggerimenti, sperando di farsi intendere per filo e per segno, dai bambini di oggi.

Come dico su "BIMBI BRAVI A SCUOLA" (se ti serve un ripasso, non esitare;-), cercare di "insegnare" loro alla vecchia maniera, è nella maggior parte dei casi, un fallimento bello e buono.

Può competere un libro di storia, di fronte all'invincibile armata di i-pod, schermi lcd, Playstation, Xbox, wii, tv satellitari, e chi più ne ha, più ne metta?

No. Non può farlo.

Cosa ho fatto allora qui?

Il mio obiettivo è stato quello di trasformare questi elenchi di suggerimenti freddi e poco comprensibili, in qualcosa di più creativo, cercando così, di raggiungere le alte vette frequentate dal cervello dei bimbi.

Il compito tuo, sarà dunque quello di apprendere e digerire passo passo questo e-book, per poi (un po' alla volta), trasmetterlo a tuo/a figlio/a...


UN OCCHIO ALLA GRAMMATICA 

 UN OCCHIO ALLA GRAMMATICA

 

SCENARIO n. 1

 

Classe quarta B.

I bimbi... qualcuno più irrequieto degli altri.

Parole ad alta voce.

Vola una gomma e prende in pieno Sandra, al primo banco.

 

Ahi! Maestra, Andrea mi tira le cose!”

 

Risatine...

La maestra, Paola, è un attimo distratta, sta scrivendo qualcosa.

Poi, all'improvviso, ecco che alza la testa...

 

Ok ragazzi, verifica di analisi grammaticale.”

 

E l'irriverenza sgraziata d'un coro, ergersi dall'aula:

 

Nooooo! Maestra...”

 

SCENARIO n. 2

 

Casa.

Sono passate le quattro del pomeriggio e la mamma che dalla cucina, inizia a sbraitare:

 

Roby! Bisogna che cominci a fare i compiti!”

 

Alla settima chiamata, il bimbo comprende.

Con la morte nel cuore, posa il dito pollice sul tasto del telecomando e preme off...

Va in cameretta e dopo mezz'ora di ricerca senza esito, arriva la mamma che gli indica cortesemente il diario che aveva proprio davanti agli occhi.

 

...Non lo trovavo...”

 

Roby lo apre.

Le pagine sono di pietra.

Arrivare a quella giusta, è un'impresa da Titani.

Eccola...

Comincia a leggere:

 

Allora, matematica... esercizio n. 1 a pag. 38, scienze... studiare da pag 21 a 23, italiano...

No!

Non me lo ricordavo!

Analisi grammaticale... cinque frasi sul quaderno... Mammaaaa!”

Alzi la mano chi ha nella memoria qualcosa che assomigli alle situazioni riportate poc'anzi.

Alzi la mano chi ricorda con fastidio, i momenti trascorsi sopra frasi (più o meno lunghe) nell'intento di portare a termine un esercizio di ANALISI GRAMMATICALE.

Sono certo di non dire assurdità, se immagino quanto tanti siano qui ora, quelli con la manina su.

D'altronde, non bisogna essere dei geni per capire il perché.

Il fatto è che, purtroppo, la grammatica è un vero e proprio distillato di una sostanza molto pesante che si trova in natura e verso la quale i bimbi, soffrono una fortissima e pericolosa allergia.

Questa sostanza si chiama NOIA.

Il dover sminuzzare frasi, riscrivendo decine di volte, che IL = articolo determinativo, maschile, singolare (tanto per fare l'esempio più banale e veloce), diventa in un attimo, una seccante quanto tragica ripetizione.

 

E la ripetizione, alla lunga, conduce inevitabilmente alla frustrazione.

 

Ora, senza dilungarmi troppo sugli evidenti effetti negativi prodotti in un bimbo, andiamo a vedere se è possibile migliorare questa infausta quanto pericolosa situazione.

 

Ti rispondo subito: certo, che è possibile!

 

Che ci sta a fare qui senno', Giorgio Luigi Borghi?;-)

A parte gli scherzi, vediamo allora quale direzione prendere... 

 


UN OCCHIO AI VERBI

- 

 

Per la maggior parte degli studenti (soprattutto i più piccoli), uno degli incubi peggiori, è affrontare la CONIUGAZIONE DEI VERBI.

Questo accade, perché a scuola (e dunque pure a casa), non viene adottato un metodo di apprendimento efficace, che cerchi quanto meno, di sfruttare le virtù del nostro cervello.

Basta sfogliare infatti uno dei tanti libri di testo, per trovarsi di fronte a pagine e pagine di elenchi di parole, poco distinguibili l'una dall'altra.

Altro che INNO ALLA GIOIA... INNO ALLA NOIA!

Prendiamo ad esempio la coniugazione del verbo ESSERE.


INDICATIVO

PRESENTE

IMPERFETTO

PASSATO REMOTO

FUTURO SEMPLICE

io sono

tu sei

egli è

noi siamo

voi siete

essi sono

io ero

tu eri

egli era

noi eravamo

voi eravate

essi erano

io fui

tu fosti

egli fu

noi fummo

voi foste

essi furono

io sarò

tu sarai

egli sarà

noi saremo

voi sarete

essi saranno

PASSATO PROSSIMO

TRAPASSATO PROSSIMO

TRAPASSATO REMOTO

FUTURO ANTERIORE

io sono stato

tu sei stato

egli è stato

noi siamo stati

voi siete stati

essi sono stati

io ero stato

tu eri stato

egli era stato

noi eravamo stati

voi eravate stati

essi erano stati

io fui stato

tu fosti stato

egli fu stato

noi fummo stati

voi foste stati

essi furono stati

io sarò stato

tu sarai stato

egli sarà stato

noi saremo stati

voi sarete stati

essi saranno stati


CONGIUNTIVO

PRESENTE

PASSATO

IMPERFETTO

TRAPASSATO

che io sia

che tu sia

che egli sia

che noi siamo

che voi siate

che essi siano

che io sia stato

che tu sia stato

che egli sia stato

che noi siamo stati

che voi siate stati

che essi siano stati

che io fossi

che tu fossi

che egli fosse

che noi fossimo

che voi foste

che essi fossero

che io fossi stato

che tu fossi stato

che egli fosse stato

che noi fossimo stati

che voi foste stati

che essi fossero stati


CONDIZIONALE

PRESENTE

PASSATO

io sarei

tu saresti

egli sarebbe

noi saremmo

voi sareste

essi sarebbero

io sarei stato

tu saresti stato

egli sarebbe stato

noi saremmo stati

voi sareste stati

essi sarebbero stati


INFINITO

PRESENTE

PASSATO

essere

essere stato


PARTICIPIO

PRESENTE

PASSATO

ente

stato


GERUNDIO

PRESENTE

PASSATO

essendo

essendo stato

 

Credo sarai d'accordo con me, di come quella roba là sopra, agli occhi di uno scolaro di quarta, risulti decisamente poco attraente.

Non c'è da biasimarlo allora se, l'unica soluzione, spesso si traduca in una fuga a gambe levate.

 

 BIMBO IN FUGA 

 

In altre parole, il bimbo si rifiuta di studiare.

Il problema sta nel fatto che presentare verbi, modi e tempi, in questa maniera piatta e ripetitiva, senza alcun tipo di segnale che permetta di orientarsi, induce il nostro cervello a pensare di trovarsi di fronte a un vero e proprio labirinto.

 

 LABIRINTO

Facile dunque perdersi.

Riflettiamoci.

Quando siamo ad un incrocio, cos'è che ci fa imboccare la strada giusta?

Un cartello stradale.

 

UNA MANO D'ITALIANO 

 

Che altri non è, che un segnale.

E se non c'è un cartello stradale?

Allora qualsiasi altro punto di riferimento visivo.

Una chiesa, un'edicola, una fontana...

"Arrivato alla farmacia, svolta a destra..."

Ora, che c'entra la coniugazione dei verbi con tutto questo?

C'entra, eccome...

Perché, se un elenco freddo di parole (come lo specchietto del verbo ESSERE riportato all'inizio), lo si converte in qualcosa di riconoscibile agli occhi, mettendo quindi segnali e punti di riferimento negli incroci giusti, per il cervello, il labirinto di cui sopra, si trasformerà magicamente in una strada dritta e in discesa.

 

STRADA DRITTA 

 

 Dunque davvero poco pesante da affrontare...

E questo, nello studio, è un fattore da non sottovalutare.

Mai.

In pratica allora, cos'è "UN OCCHIO AI VERBI"?

Come dice il titolo, si tratta di una traduzione in termini visivi, delle coniugazioni di base (ESSERE e AVERE).

In altre parole ho preso MODI e TEMPI e ci ho costruito sopra delle immagini facilmente memorizzabili.

Per fare un esempio, ho convertito il MODO CONGIUNTIVO nella figura di un OCCHIO con la CONGIUNTIVITE.

 

CONGIUNTIVITE

 

 

 Poi ho ordinato queste immagini, secondo la tecnica delle MAPPE MENTALI.

Come vedi, la teoria dietro al metodo è molto semplice.

La pratica poi, ancor di più.

Perché una volta memorizzate le immagini di base, basterà estenderle a tutti gli altri verbi.

E il gioco è bello che fatto.

In questo modo, ciò che una volta poteva sembrare una enorme palla al piede, in poco tempo, diverrà una pratica per nulla noiosa.

Per te, ma soprattutto per tuo/a figlio/a...

 


UNA MANO CON LE POESIE

 -

 

Perché la scuola vuole che i bimbi imparino poesie a memoria?

Fondamentalmente, il motivo è uno:

l'esercizio dell'apprendimento mnemonico.

In sostanza, la poesia è una via per allenare il cervello a memorizzare.

Il problema però, è che spesso e volentieri, questo esercizio porta ad un sacco di tempo passato a sforzare le meningi, rincorrendo versi e rime baciate.

Qual è l'effetto secondario, neanche tanto nascosto, di tale pratica?

Facile intuirlo: un odio viscerale verso la poesia, che ci accompagnerà per tutta la vita.

Sfido chiunque a dire il contrario.

Pochi genitori infatti, guardandosi indietro, possono affermare di avere bei ricordi.

Io sono fra questi...

Fortunatamente però, un antidoto c'è.

A proposito riporto un brano tratto da BIMBI BRAVI A SCUOLA:

"...la filosofia delle tecniche mnemoniche (e dell'apprendimento veloce) è basata sull'azione di assecondare i desideri del nostro cervello.

In altre parole, dobbiamo dargli quello che lui più vuole.

E il nostro cervello, 2 cose desidera ardentemente:


1)IMMAGINI.

2)ORDINE.


Quindi, se fino ad ora abbiamo imparato a pensare per immagini, adesso è arrivato il momento di dare un'organizzazione a questi pensieri.

E questo lo si fa usando le MAPPE MENTALI.

Le MAPPE MENTALI non sono altro che una trasposizione grafica di come il cervello pensa.

In altre parole fare una mappa mentale d'una poesia, significa trasformarla in una fotografia, fotografia che il cervello riconosce all'istante."

 

Pensare per immagini dunque, è la via che conduce ad un apprendimento molto più leggero, molto meno faticoso, molto più redditizio.

Anche (e soprattutto) con le poesie, che in tal senso, possono davvero diventare una palestra d'allenamento in cui ci si abitua ad avere una visione diversa dello "studio".

Capirlo fin da subito fa la differenza.

Fra adulti traumatizzati dai propri ricordi tra i banchi di scuola e adulti che rivivranno quei tempi, come un momento di reale esperienza creativa.

In concreto, dentro questo e-book troverai delle poesie pronte all'uso, che potrai utilizzare in due modi:

1) come esempio per capire quali siano i semplici trucchi, per convertire poesie in mappe mentali;

2) come "pappa pronta" nell'eventualità che la maestra dia da studiare proprio una di queste poesie;-)

 


Riassumendo, "UNA MANO D'ITALIANO"  comprende: 


E-book: UNA MANO CON I TEMI:

 

-

 

VALORE COMMERCIALE: 19 EURO


 
  E-book: UN OCCHIO ALLA GRAMMATICA:

 

-

 

VALORE COMMERCIALE: 19 EURO


 
 E-book: UN OCCHIO AI VERBI:
 

-

 

  VALORE COMMERCIALE: 19 EURO

 


E-book: UNA MANO CON LE POESIE
-

 

 

VALORE COMMERCIALE: 19 EURO 

 

 

 Riepilogando

 

UNA MANO D'ITALIANO

Il pacchetto contenente:

l'e-book

UNA MANO CON I TEMI 19 EURO

+l'e-book

UN OCCHIO ALLA GRAMMATICA 19 EURO 

+l'e-book

UN OCCHIO AI VERBI 19 EURO

+l'e-book

UNA MANO CON LE POESIE 19 EURO

 

---------------------------- 

del valore complessivo

di 76 EURO 

Costa soltanto

 

47 €

 

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Rossella Grenci - Logopedista e scrittrice

www.rossellagrenci.com  


MAESTRA ANTONELLA"DI SICURO CATEGORIZZARE CON IMMAGINI E FANTASIA LA GRAMMATICA, RENDE TUTTO PIU' SEMPLICE E VELOCE. BEL LAVORO!"

"UNA MANO CON I TEMI E' DAVVERO UN AIUTO CONCRETO PER INSEGNARE A SCRIVERE TEMI PIACEVOLI, BEN SVILUPPATI E A 360 GRADI!"

Maestra Antonella

www.maestrantonella.it


CIAO GIORGIO,

SONO UN'INSEGNANTE E COME TALE MI CONSIDERO UNA DOCENTE INNOVATRICE, CAPACE DI TRASMETTERE AI MIEI PICCOLI ALUNNI STRATEGIE DIDATTICHE CHE LI AIUTINO AD APPRENDERE CON IL MINIMO SFORZO! QUANDO HO VISTO IL TUO SITO MI SONO INCURIOSITA E COSÌ HO ACQUISTATO IL PRIMO PACCHETTO "AIUTIAMOLI A LEGGERE" E POI... "TABELLINE FACILI" E DOPO ANCORA... "UNA MANO D'ITALIANO".

I SUGGERIMENTI DA TE ILLUSTRATI NEI PACCHETTI DA ME ACQUISTATI SONO OTTIMI! COME INSEGNANTE, CARO GIORGIO, MERITI UN BEL... 10 E LODE!

GRAZIE PER LA TUA PREZIOSA COLLABORAZIONE ...

Maestra Anna


CIAO GIORGIO,

VORREI RINGRAZIARTI PER L’AIUTO CHE IL TUO MATERIALE STA DANDO A MIO FIGLIO.

PENSA CHE ABBIAMO LETTO INSIEME UN OCCHIO AI VERBI ED UN OCCHIO ALLA GRAMMATICA DOMENICA MATTINA E STASERA CHE È VENERDÌ SI È RICORDATO IL NOVANTA PER CENTO DELLE NOZIONI E LE HA ESPOSTE AL SUO PAPÀ, TUTTO ORGOGLIOSO E FELICE.

ERA QUELLO CHE GLI SERVIVA PER RAFFORZARE LE SUE CONVINZIONI ED ACCRESCERE LA SUA AUTOSTIMA.

PER ORA GRAZIE!

  Antonella


"UNA MANO D'ITALIANO"
è accompagnato dalla mia
"Garanzia personale incondizionata" 


Ricevi "UNA MANO D'ITALIANO" con zero rischi; verifica da te stesso/a la sua validità; se entro 30 giorni non sei pienamente convinto/a che "UNA MANO D'ITALIANO" ti abbia fatto conoscere cio' che ti prometto, non devi fare altro che scrivermi una e-mail per ricevere un immediato e cortese rimborso di TUTTA la cifra da te pagata.

 

 

un caro saluto

Giorgio Luigi Borghi

giorgio luigi borghi 

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